top of page

Lo spettro degli studenti vince in Serbia

Ilaria Del Grande

26.10.2026

Quest’autunno l’Europa è attraversata da un’ondata di proteste, dalla Francia alla Spagna, dall’Italia all’Albania, alimentate dal carovita, dalla crisi abitativa e dalla sfiducia verso le istituzioni. Cause e protagonisti diversi, ma un denominatore comune: lo scioglimento del patto sociale. È in Serbia, però, che la protesta ha fatto un passo in più. Nato dopo il crollo della pensilina di Novi Sad nel 2024, il movimento studentesco ha scelto di entrare nelle istituzioni che contestava, presentando una propria lista alle elezioni anticipate contro Aleksandar Vučić. Nonostante una competizione diseguale, gli studenti hanno vinto, offrendo alle altre piazze d’Europa un precedente a cui guardare.

Uno spettro si aggira per lʼEuropa: lo spettro dei movimenti studenteschi e delle proteste.

Questʼautunno le piazze di mezzo continente si sono riempite. In Francia la mobilitazione è partita dai licei, contro la carenza di insegnanti, e si è poi allargata fino a coinvolgere i gilet gialli: il 17 ottobre, secondo il ministero dellʼInterno, 550.000 persone sono scese in strada contro i tagli alla spesa sociale e il carovita. In Spagna la crisi abitativa ha il volto di Maricarmen Abascal, 87 anni, sfrattata dalla sua casa di Madrid e morta in ospedale prima di poterci tornare. Dopo la sua morte le proteste si sono estese a tutto il paese. Il parlamento ha bocciato i decreti dʼemergenza sulla casa e Pedro Sánchez ha convocato elezioni anticipate.


Lo stesso fermento attraversa lʼItalia. Al Sud autotrasportatori e agricoltori bloccano da giorni strade e porti contro il caro carburante, e gli scaffali dei supermercati restano vuoti, mentre al Nord sono soprattutto i più giovani a scendere in piazza contro il costo della vita.

La mappa delle proteste però non si ferma qui. In Albania migliaia di studenti chiedono le dimissioni del primo ministro Edi Rama, al potere dal 2013, denunciando corruzione e un futuro precario. Le manifestazioni toccano anche la Grecia, dove a settembre oltre 25.000 persone hanno sfilato per le strade di Salonicco, e il Portogallo, dove il costo delle case è più che raddoppiato in meno di dieci anni.

Non tutte queste proteste sono guidate dai giovani, e le loro cause sono diverse, ma allo stesso tempo tutt’e presentano un denominatore comune, ovvero lo scioglimento del patto sociale.

È infatti verso la Serbia che dobbiamo spostare lo sguardo. 


Novi Sad, dove tutto ha inizio

Tutto comincia il 1° novembre 2024, quando la pensilina in cemento della stazione ferroviaria di Novi Sad, da poco ristrutturata, crolla uccidendo 16 persone. Per gli studenti non è una fatalità, ma il prodotto di lavori mal eseguiti e di un sistema segnato dalla corruzione. Da quel momento si susseguono

manifestazioni che chiedono che qualcuno si assuma la responsabilità del disastro, a partire dalla pubblicazione integrale della documentazione sui lavori di ristrutturazione.

Le facoltà vengono bloccate. Agli studenti si uniscono agricoltori, sindacati e società civile; nel gennaio 2025 il primo ministro si dimette, ma la crisi non si chiude. A marzo 2025 oltre 100.000 persone riempiono le strade di Belgrado, nelle manifestazioni più grandi della storia del paese.


Dalla piazza alle urne

Per mesi gli studenti hanno rifiutato partiti e alleanze. Ma visto che solamente blocchi e cortei non hanno prodotto il cambiamento istituzionale richiesto, a maggio 2025 il movimento chiede elezioni anticipate. Il 14 settembre 2026, dopo un corteo per le strade di Belgrado, gli studenti depositano la propria lista con circa 70.000 firme. Si chiama Studentskalista–Studenti pobeđuju, “Lista studentesca – Gli studenti stanno vincendo”. “È arrivato il momento di prendere in mano le istituzioni di questo paese”, dice dal palco la studentessa Milica Popović (Associated Press, 2026).

La lista ha una particolarità: nonostante il nome, nellʼeffettivo non contiene studenti. I 250 candidati, tra medici, accademici, ingegneri, insegnanti e altre figure pubbliche, sono stati selezionati dalle assemblee studentesche, che hanno escluso i dirigenti dei partiti di opposizione e chiunque sia mai stato iscritto al partito di governo. A guidarla è il cardiologo e professore dellʼUniversità di Novi Sad Ilija Srdanović, anche se gli studenti insistono che la lista “non ha un leader”. Il programma, in undici punti, mette al centro la responsabilità istituzionale, la lotta alla corruzione, al crimine organizzato e al clientelismo, lʼindipendenza della magistratura e il rilancio di istruzione, sanità, casa e tutela ambientale.


La sfida è contro Aleksandar Vučić, il cui Partito Progressista Serbo (SNS) governa il paese da quattordici anni. Le elezioni non erano previste prima di dicembre 2027: Vučić ha sciolto il parlamento e lasciato la presidenza per guidare la campagna e puntare alla carica di primo ministro, visto che la Costituzione gli vieta un terzo mandato presidenziale. Anticipare il voto, quindi, potrebbe ridurre il rischio politico.

Vučić ha liquidato la lista degli studenti come “una lista senza nome, senza programma, senza piani, senza niente”, accusando studenti e professori di voler “distruggere lo Stato” su mandato straniero. È una strategia che può funzionare, trasformando il dissenso interno in una minaccia esterna, per

attivare quello che in scienza politica si chiama effetto rally around the flag, ossia la tendenza dei cittadini a stringersi attorno al leader nei momenti di crisi.

Di fronte a questa sfida, però, una parte dellʼopposizione tradizionale ha scelto di farsi da parte, primo tra tutti il partito liberale PSG, che ha rinunciato a correre per sostenere gli studenti.


Una competizione diseguale

Le elezioni si svolgono in condizioni tuttʼaltro che neutrali. Il rapporto intermedio della missione di osservazione OSCE/ODIHR segnala pressioni sugli elettori, aggressioni ai giornalisti, accuse di spyware contro alcuni attivisti e un registro elettorale contestato. Segnala anche lʼuso di risorse pubbliche a fini di campagna, tra cui un bonus in contanti a tutti i cittadini adulti per quasi un miliardo di euro. Ostacoli anche per i serbi allʼestero: i seggi fuori dal paese hanno dovuto seguire gli orari di Belgrado, costringendo chi vive in altri fusi a votare in orari scomodi.

A chiudere la campagna è unʼultima, grande manifestazione. Giovedì 22 ottobre, tre giorni prima del voto, circa 150.000 persone hanno invaso le strade di Belgrado.


I risultati

Lʼaffluenza è la più alta di sempre. Gli ostacoli posti da Vučić non hanno scoraggiato gli elettori, che in molti seggi hanno fatto la fila fino a notte fonda pur di votare. Il movimento degli studenti ottiene il 52,7%, contro il 39,2% della lista dellʼex presidente, ben oltre i 126 seggi necessari per governare da soli.

Poco dopo che Vučić ha riconosciuto la sconfitta, le strade si sono riempite di nuovo. È così che in Serbia si è fatta la storia e da domenica le altre piazze dʼEuropa hanno un precedente a cui guardare.


Bibliografia

Al Jazeera. (2026, 18 ottobre). Tirana sees sixth day of violent protests as Albania’s PM refuses to resign. https://www.aljazeera.com/news/2026/10/18/chaos-in-tirana-demonstrators-determined-to-not-give-up-so-easily

Associated Press. (2026, 14 settembre). Serbia’s protesting youth formally join race challenging Vucic before next month’s election. The Atlanta Journal-Constitution. https://www.ajc.com/news/2026/09/serbias-protesting-youth-formally-join-race-challenging-vucic-before-next-months-election/

Associated Press. (2026, 5 settembre). Greeks promised tax relief, wage hikes as protesters take to the streets over cost-of-living crunch. https://fox5sandiego.com/news/business/ap-business/ap-greeks-promised-tax-relief-wage-hikes-as-protesters-take-to-the-streets-over-cost-of-living-crunch/amp/

Balkan Insight. (2026, 11 settembre). Student-led movement launches election challenge to Serbian government. https://balkaninsight.com/2026/09/11/student-led-movement-launches-election-challenge-to-serbian-government/bi/

bne IntelliNews. (2026, 20 ottobre). Serbia’s student list leads ruling party in new poll ahead of election. https://www.intellinews.com/serbia-s-student-list-leads-ruling-party-in-new-poll-ahead-of-election-477469/

Dazed. (2026, 19 ottobre). Gen Z protests in Paris, France, Albania, Belgium, Italy, Chile. https://www.dazeddigital.com/life-culture/article/71193/1/gen-z-protests-paris-france-albania-belgium-italy-chile-riots

Jamal, U. (2026, 28 settembre). Serbia’s snap election: Can Vucic outmanoeuvre the student revolt? Al Jazeera. https://www.aljazeera.com/features/2026/9/28/serbias-snap-election-can-vucic-outmanoeuvre-the-student-revolt

Kaiser, M. (2026, 10 settembre). Snap elections in Serbia: Vučić’s flight forward. Friedrich Naumann Foundation for Freedom. https://www.freiheit.org/western-balkans/snap-elections-serbia-vucics-flight-forward

Mantoiu, E. (2026). The 2025 surge in global protests is continuing in 2026. European Democracy Hub. https://europeandemocracyhub.epd.eu/wp-content/uploads/2026/06/The-2025-Surge-in-Global-Protests-Is-Continuing-in-2026.pdf

Mueller, J. E. (1970). Presidential popularity from Truman to Johnson. American Political Science Review, 64(1), 18–34. https://doi.org/10.2307/1955610

N1. (2026, 10 ottobre). Persistent political crisis and voter pressure cloud Serbia’s snap elections, ODIHR report warns. https://n1info.rs/english/news/persistent-political-crisis-and-voter-pressure-cloud-serbias-snap-elections-odihr-report-warns/

Reuters. (2026, 17 ottobre). Tens of thousands march in Lisbon over housing and living costs. Internazionale. https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/10/17/tens-of-thousands-march-in-lisbon-over-housing-and-living-costs

Škorić, M., Čikić, J., Škorić, J., & Kišjuhas, A. (2026). Anatomy of the plenum [Special report]. International Center on Nonviolent Conflict. https://www.nonviolent-conflict.org/anatomy-of-the-plenum/

Stanović, M. (2025, 3 giugno). As Serbia walks a geopolitical tightrope, student protests gain EU backing. Utvecklingsmagasinet. https://fuf.se/magasin/as-serbia-walks-a-geopolitical-tightrope-student-protests-gain-eu-backing/

Subotić, S. (2025, 10 aprile). Student protests in Serbia: Pinpointing its key characteristics and tracking EU’s response. European Policy Centre (CEP). https://cep.org.rs/en/publications/student-protests-in-serbia-pinpointing-its-key-characteristics-and-tracking-eus-response/

Vujanić, L. (2025, 3 giugno). Serbia’s protests, from blockades to the ballot. Jacobin. https://jacobin.com/2025/06/serbia-protest-movement-electoral-politics

https://www.ilpost.it/2026/10/25/elezioni-in-serbia-risultati/

Articoli Correlati

​

​

​

bottom of page