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Oltremare: la Finlandia di Sanna Marin

DI BEATRICE SCAVINO

25/01/2021

Dal 2019 Sanna Marin è la Prima Ministra della Repubblica di Finlandia, la più giovane a ricoprire questo ruolo nella storia del Paese. Fin da subito, si è distinta per le proposte progressiste e per le prese di posizione su tematiche oggetto di controversie. Una figura a cui ispirarsi e una figura criticata: cosa sappiamo di lei?

Li Andersson, Maria Ohisalo, Anna-Maja Henriksson, Katri Kulmuni, Sanna Marin sono le leader dei cinque partiti in coalizione al governo guidato da Marin: ex Ministro dei trasporti e vicepresidente del Partito Socialdemocratico finlandese, è la quarta donna ad essere stata eletta per il suo ruolo in Finlandia. La pandemia Covid-19 ha posticipato l'attuazione delle proposte del governo, spingendo, invece, per l’adozione di provvedimenti in risposta all’emergenza.


Con poche centinaia di casi segnalati in tutto il territorio, il 16 marzo è stato dichiarato un lockdown poco restrittivo della durata di due mesi e il divieto di spostarsi da e verso Helsinki. Grazie alla rapidità, alla fiducia dei cittadini nelle misure adottate e alle competenze esterne a cui si è affidata la Premier, la Finlandia ha registrato meno di venti casi al giorno nei mesi di luglio e agosto. Dopo un picco nel mese di ottobre, a metà novembre il numero dei contagi ammontava a 53,9 ogni centomila abitanti: dato dichiarato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) come il più basso dell'UE. Sempre a novembre, un sondaggio di YLE news ha evidenziato un indice di gradimento verso il governo di Marin e il SDP pari al 21,2%, segno dell'appoggio comunque sostanzioso di cui gode la Premier a seguito dei suoi – riusciti - interventi per contrastare l'emergenza sanitaria.


Prima dello scoppio della pandemia in Europa, Sanna Marin aveva già scatenato critiche e consensi con il suo "suggerimento" durante una riunione di partito dell'estate 2019: ridurre le ore lavorative settimanali dei finlandesi da 30 a 24, con sei ore di lavoro al giorno invece che otto e quattro giorni di lavoro. Proposta non originale al dibattito europeo ma sicuramente ricca di potenzialità: l'allora Ministra dei trasporti avrebbe ipotizzato un mantenimento pressoché invariato degli stipendi, bilanciato da una maggiore produttività da parte dei lavoratori. Ancora non si è però avuta una vera proposta da parte di Marin e il Governo non sembra intenzionato ad occuparsene nel breve termine: sarà necessario rimanere aggiornati per seguire gli sviluppi.

Oltre che per il suo operato politico, Senna Marin è anche nota per il progressismo che la caratterizza: il background personale, le prese di posizione, lo "scandalo" di pochi mesi fa.


Il background a cui ci si riferisce è una famiglia di umile estrazione sociale, composta da lei, la madre e la compagna della madre, che l'hanno cresciuta dopo il divorzio dal padre. Dividendosi tra un lavoro da commessa per pagarsi l'università e gli studi stessi, Marin ha più volte sottolineato le sue origini, e come grazie al forte welfare finlandese sia riuscita a costruirsi una straordinaria carriera, "da zero". Sostenitrice e promotrice della parità di genere e della comunità LGBTQI+, è anche stata investita da una polemica nell'ottobre scorso per una foto pubblicata sulla rivista Trendi che la immortalava con un blazer scollato, per il quale le accuse di indecenza e inappropriatezza si sono scatenate. Marin ha ribattuto, evidenziando come le scelte personali di ogni donna siano oggetto "di dibattito e di analisi", e la comunità finlandese di Instagram l'ha difesa e sostenuta pubblicando foto simili alla sua.


Rivelandosi come figura politica giovane - d'età e di vedute -, bisognerà attendere la fine della crisi sanitaria (o addirittura prima?) per assistere a che cosa cambierà per la Finlandia, e forse per l'Unione Europea.

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